Decreto Dignità: La legge si mette subito all’opera

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Arrivato, inevitabilmente ed inesorabilmente, il 1° settembre 2018 scatta una delle prime “opere” del Decreto Dignità: il nuovo e primo incremento del prelievo erariale unico, meglio conosciuto nel settore ludico come Preu, sulle apparecchiature da intrattenimento previsto appunto da quel provvedimento, così fortemente voluto dall’Esecutivo Giallo-Verde. Non è certamente una novità da attribuire al Governo del Cambiamento questa, visto che è stato messo in pratica più volte da altri Governi, quasi nessuno escluso: quindi, “così fan tutti” e le imprese di gioco ed i suoi operatori dovranno farne di conto e confrontarsi con questo balzello che nessuno si aspettava e che è divenuto, invece, realtà. D’altra parte la quadratura dei conti dello Stato è cosa importante e quando non si sa più “a che santo rivolgersi” ecco che ricompare “dagli inferi”, dove il Governo Giallo-Verde ha collocato il mondo dei giochi, il pozzo inesauribile delle risorse infinite del gioco pubblico che sembra lì apposta per far abbeverare i vari Esecutivi.

Così, quindi, come in precedenza già successo e più di una volta, il neo Governo del Cambiamento ha inserito nel Decreto Dignità un ulteriore aumento della tassazione che di “cambiamento” per il mondo dei giochi non ha proprio nulla di nuovo. Infatti, conseguentemente a questo nuovo aumento del Preu, per gli addetti ai lavori del comparto delle new slot e delle Vlt non è mutata “neppure una virgola”, né come aumento di tassazione, né tanto meno come riordino: ma tant’è e con questo schieramento governativo, guidato da Lega e Movimento Cinque Stelle bisognerà continuare a confrontarsi ed a combattere per ottenere, magari, qualcosa di diverso dai consueti aumenti e provvedimenti restrittivi od espulsivi. Quello che senza dubbio si può constatare è la perfetta continuità con quanto disposto dai precedenti esecutivi, giusto per non perdere “sane abitudini e continuità amministrative” alle quali, ovviamente, non ci si può sottrarre, ma solo (forzatamente) accondiscendere.

Chi segue un poco il mondo del gioco sa che negli ultimi anni si è ricorsi ben cinque volte ad incrementi di tassazione e la situazione che oggi si rappresenta nel settore è pressoché drammatica: la pressione fiscale complessiva è cresciuta di ben oltre il 50%, rendendo praticamente l’italico settore degli apparecchi da intrattenimento il più tassato in Europa e questo fa in modo che tale segmento contribuisca alle entrate erariali in misura maggiore rispetto a qualsiasi altro comparto di gioco: e certamente non è un bel primato, sopratutto se si guarda “dalla parte del settore ludico”! E, poi, con la memoria non è che si debba risalire molto indietro con i tempi: basta ritornare allo scorso anno alla famosa “manovrina” oppure “manovra bis” che aveva portato il Preu delle slot al 19% delle giocate e quello delle Vlt al 6%.

E questo dopo che la precedente Legge di Stabilità 2016 aveva incrementato lo stesso prelievo dal 13% al 17,5% per le Awp e dal 5 al 5,5% per le Vlt. Evitando anche di ricordare che le stesse leggi, sempre per rincarare la dose e rendere il segmento più “felice”, avevano attuato la riduzione del parco apparecchi di gioco della bella percentuale del 34%, mettendo di fatto gli operatori dinanzi a minori possibilità di guadagno. Ma siccome le brutte notizie… non vengono mai da sole, altri prelievi sono stati “pensati” dal Governo del Cambiamento per il prossimo futuro e, quindi, il settore ludico, oltre che avere un pessimo presente economico e commerciale privo di certezze, ha di fronte a sé uno scenario tutt’altro che roseo con ulteriori rincari che si appaleseranno prossimamente. Ma vi sarà ancora qualche ignaro che vorrà investire con questi “chiari di luna” nel settore ludico?

Sempre sperando che tutti questi aumenti, attuali ed a divenire, non vadano a provocare un crollo della raccolta erariale di fronte alla quale l’Esecutivo non potrà rimanere “alla finestra a guardare”. Perché si sa che, in questo caso, lo Stato ricorrerà in qualche modo ai ripari, andando a ritoccare le leggi in essere ed ampliandole in qualche modo che ad oggi non si vuole neppure immaginare per la “sanità mentale” delle imprese che di gioco vivono e dei suoi operatori. Ma si vuole “rimanere sul pezzo” e, quindi, parlare dell’aumento del Preu di questi giorni: che danni potrà mai fare ad un settore che è già allo sbando? E le attività commerciali come potranno “riempire” il vuoto di questi nuovi esborsi? Come potranno recuperare “il cassetto” quando sul territorio continuano ad uscire ordinanze e Leggi sul Gioco e sui casino online che non lasciano respiro e che, anzi, impediscono quel poco di attività ludica rimasta?

A questo punto, è chiaro ed evidente che il prossimo semestre, periodo che il Governo Giallo-Verde si è dato per arrivare al riordino dei giochi, sarà essenziale e vitale per il suo futuro: le premesse, primo tra tante il Decreto Dignità con il divieto incorporato della pubblicità ai giochi ed alle scommesse, non lasciano certamente immaginare un riordino che lasci spazio alle attività commerciali ludiche, seppur supportate dalle ben pagate concessioni statali e questo è il più grande paradosso che possa essere tenuto in considerazione Si è curiosi di vedere, quindi, cosa sarà capace di fare il Governo del Cambiamento per questo settore che viene palesemente odiato ed indicato in modo stentoreo come “demone per l’umanità” da un lato e dall’altro “apprezzato economicamente” senza mezze misure e senza tanti fronzoli. “Così fan tutti” (i Governi) verrebbe da sottolineare, e vedremo in che modo cambierà il mondo dei giochi l’odierno Esecutivo Giallo-Verde e, sopratutto, si vedrà di che cosa sarà capace.

settembre 10, 2018 Di: : •
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