Enada Roma: Tante domande per rilanciare il Gioco

enada roma amusement

Forse sarebbe il momento di “dare uno stop” al tanto parlare del gioco pubblico e delle sue apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro, come i casino online migliori, e sarebbe, invece, ora di fare un discorso serio, anzi serissimo, sul rilancio dell’amusement: segmento del gioco che per tanto tempo ha subito, purtroppo, gli “influssi negativi” del gioco con vincita bersagliato da ristrettezze normative che sono andate anche ad intaccare il mercato del puro intrattenimento. Quindi, si vorrebbe con l’evento di Enada fare sì che questo sia una sorte di “trampolino di rilancio” per questo comparto del puro gioco che, altrimenti, sarebbe costretto di nuovo in un angolo a “morire di morte naturale”, cosa che certamente le sue imprese non vogliono.

Ecco perché è stato promosso un incontro da Sapar e dal Consorzio Fee presso l’area convegno nel padiglione dedicato al Roma Amusement Show per valorizzare il puro intrattenimento, cercare di risolvere gli equivoci che lo accomunano troppo spesso al gioco d’azzardo e che, di conseguenza, fa subire a questo segmento le ristrettezze normative che vengono (anche a volte ingiustamente) imposte al gioco pubblico con vincita in danaro. Certamente, la valorizzazione dell’intrattenimento sarà il leit motiv che percorrerà sia questo evento di Enada che quello del Rimini Amusement Show e lo scopo evidente è quello di esporre una propria ed innovativa identità dell’only amusement che porterà ad una netta separazione tra i settori del divertimento senza vincita in danaro ed il resto del mercato: sano e puro divertimento dedicato alle famiglie, ai bambini ed agli adulti.

Bisogna sottolineare che dalle associazioni che si occupano delle imprese di gioco non si è mai abbandonato questo particolare segmento anche se il mercato di riferimento ha avuto qualche flessione: si è voluto sempre tenere l’attenzione puntata sul puro intrattenimento, settore che è composto da tantissime aziende che vi lavorano con serietà e professionalità. In questa particolare occasione di Enada, l’amusement si vuole presentare con un format rinnovato che le imprese vogliono far conoscere con ancora più forza per cercare di attirare l’attenzione che questo segmento del gioco merita e si vuole “usare” Roma come trampolino di lancio per questo nuovo percorso che, però, si concretizzerà maggiormente a Rimini, sede ancora più rappresentativa per il puro intrattenimento.

Non vi è dubbio che il giro di viste che il Governo ha imposto al gioco con vincita in danaro potrebbe essere anche una “particolare spinta” per rilanciare il settore del puro intrattenimento anche se, ormai, è da tempo che sia Sapar che il Consorzio Fee si stanno battendo per una netta separazione dal gioco con vincita, ma richiamando però una politica attenta che faccia le giuste distinzioni senza “emettere proclami demagogici” che, a volte, vengono esposti solo per ottenere consensi durante le battaglie pre-elettorali ed accattivarsi una certa parte dell’opinione pubblica. É evidente che, a questo punto, il puro intrattenimento si deve collocare sul mercato come una “forte alternativa” al gioco con vincita in danaro che è cercato da una particolare fascia di utenza, ma che non è solo divertimento.

Il mercato dell’amusement ha i suoi giocatori che sono diversi da quelli che inseguono il gioco con vincita in danaro tendenti, forse, ad essere più solitari mentre coloro che ricercano il puro divertimento sono generalmente più portati alla socializzazione, a portare la famiglia nelle sale dove esistono giochi anche per i giovani ed i giovanissimi. Insomma, l’amusement è portato particolarmente verso la famiglia nel suo insieme e, per questo, dovrà esserci una normativa adatta a rilanciare queste sale giochi ed a permettere agli operatori di questo segmento di poter attingere anche ai mercati esteri per portare in Italia prodotti sempre più appetibili per un tipo di mercato così specifico. Certamente, l’amusement deve puntare assolutamente su di un’offerta che sia coinvolgente ed attrattiva per i giocatori di questo comparto di puro intrattenimento.

La cosa più importante per il comparto dell’amusement, almeno secondo il parere di chi scrive, è che questo “spicchio di gioco” quasi di nicchia, ha necessità di misure normative che consentano agli operatori di fare investimenti con certezza e sicurezza e di essere riconosciuti per quello che rappresentano: un segmento del gioco diverso da quello del reale gioco d’azzardo che viene ricercato da un’altra e diversa utenza e, sopratutto, devono poter fare programmi per il futuro senza temere la “spada di Damocle” di qualche divieto o provvedimento che paralizzi poi il relativo mercato.

Bisogna assolutamente tenere presente che l’amusement si occupa di puro intrattenimento e che è un’eccellenza italiana: questo concetto deve essere ben recepito dalla politica del nostro attuale Esecutivo che dovrà poi legiferare tenendo ben presente tutto ciò. Quindi, si richiede cura ed attenzione nell’affrontare questa problematica relativa alla distinzione tra puro intrattenimento e gioco d’azzardo pubblico che, purtroppo, però è ancora una materia “che scotta”, particolarmente per questo Governo Giallo-Verde che “non ha un bellissimo rapporto con il mondo dei giochi”. É anche inevitabile, a proposito di eventuali progetti di intervento da parte dell’attuale Esecutivo, fare riferimento alle chiusure domenicali paventate dallo stesso in qualche intervista: ciò avrebbe veramente una ricaduta tragica su consumi e sull’occupazione e questo evidentemente infliggerebbe un ulteriore colpo al settore ed al commercio in generale. Ma a vantaggio di chi?

Invece, l’amusement avrebbe bisogno di normative più snelle che possano consentire al settore di poter ulteriormente crescere per offrire spunti interessanti ai propri utenti: si ricordi che con questi giochi si socializza, ci si confronta con altri giocatori, ci si sfida e ci sono più stimoli rispetto ad una partita “giocata in solitario”. Il Legislatore dovrebbe “entrare nell’amusement”, cercare di capirlo e ripensare alla normativa esistente, lavorando sia sulla parte tecnica che su quella fiscale poiché è evidente che la tassazione di questo segmento “è impegnativa e poco sostenibile” per usare un eufemismo!

novembre 6, 2018 Di: : •
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