Gli operatori del Gioco non sembrano essere considerati

operatori del gioco non ascoltati

Per chi ama il mondo del gioco d’azzardo lecito salta agli occhi, sempre e comunque, una forma di ostracismo sempre più diretto particolarmente al segmento delle apparecchiature da intrattenimento, alle sue imprese, come i casino online migliori, ed ai suoi operatori che si sentono considerati purtroppo “figli di un Dio minore” e non vengono considerati, nel modo più assoluto, rappresentanti dello Stato a nome e per conto del quale mettono in campo i loro sforzi lavorativi, personali ed economici in virtù delle concessioni che lo stesso Esecutivo mette a disposizione, dietro un “lauto compenso”, e che dovrebbe fungere da scudo a qualsivoglia negatività.

Questa è l’idea che gli addetti ai lavori del gioco si sentono “attaccata alla pelle” e cosa che li fa obbiettivamente sentire insicuri e sconfortati e che impedisce loro, oltre tutto, di fare buoni e seri programmi per il futuro, imminente o prossimo che sia. E ne hanno di che ben donde! Non possono sentirsi certamente apprezzati e dignitosi dopo il famigerato Decreto Dignità che avrebbe dovuto rappresentare un passo in avanti “per tutti”, e non certamente solo per coloro che gravitano attorno al mondo dei giochi, e che di dignità non brilla certamente contenendo il divieto alla pubblicità dei giochi e delle scommesse che sta mettendo “seduto” quasi tutto il settore ludico.

Sconforto profondo, poi, è il sentimento che maggiormente ricorre nei cuori di coloro che ancora credono al gioco come “business” e che, man mano, vedono assottigliarsi la possibilità di avere un percorso commerciale poiché tutti gli strumenti che sono messi in campo “con la motivazione di salvaguardare il territorio ed i cittadini contro la piaga sociale del gioco” stanno in pratica espellendo da tanti territori il gioco pubblico con le sue apparecchiature da intrattenimento. E pare che questi risultati non “tocchino” in modo particolare le istituzioni, neppure quelle che dovrebbero avere a cuore l’occupazione, particolarmente quella giovanile.

Poca considerazione è l’altro sentimento che pervade gli operatori del gioco che sono assolutamente consci di aver dato tanto al Paese in questi anni sotto forma di introiti per le casse dell’Erario, per il mercato avendo provveduto a creare “professioni alternative” e quantomeno sino ad oggi inusitate, nelle quali un certo numero di giovani è riuscita a trovare collocazione lavorativa con grande capacità e caparbietà. Ma, sopratutto, giovani che sono riusciti ad impostare una loro vita lavorativa e professionale che li aveva resi soddisfatti dei propri sforzi. E nonostante questi risultati, il mondo del gioco pubblico (e quindi lecito) è sempre poco considerato se non quando dallo stesso bisogna attingere per far “quadrare i conti dello Stato”, ma non quando lo stesso mondo chiede tavoli di discussione per affrontare i problemi e le esigenze di tutta la filiera.

Come si dovrebbero sentire, oggi, le imprese che di gioco hanno vissuto e che vorrebbero continuare a viverne? Divieto e proibizione pubblicitaria ai giochi mette in condizioni, le aziende online particolarmente, di non farsi conoscere, mentre quelle “terrestri” hanno la “possibilità visiva” di accattivare l’attenzione del pubblico. Tanta sperequazione quindi, tante forme di proibizionismo, tanti ostacoli e tanta poca considerazione dell’impegno che tutto il settore mette nello studiare e “costruire” un gioco migliore, serio, trasparente e rassicurante. Quanti altri settori lo fanno di loro spontanea volontà?

Ed ancora questo non basta: non basta che si continuino a sollecitare incontri con le associazioni di categoria e le istituzioni per mettere un punto fermo al mondo del gioco, riformarlo, ridistribuirlo, organizzarlo e fare in modo che sia sostenibile e che vi siano sempre meno persone che si imbattono nelle sue derive e nella poca conoscenza dei rischi che questo intrattenimento può nascondere se non ne se ha la cultura. Tutti questi inviti per le istituzioni rimangono a volte inascoltati, a volte vengono accolti ed anche qui dipende dall’interlocutore: ma oggi, il gioco come settore vorrebbe avere il Governo centrale come interlocutore per mettere fine allo stillicidio di norme, ordinanze, Leggi che “non fanno stare in pace nessuno” e non risolvono, sopratutto, il fenomeno dei giocatori problematici che sono soggetti particolari e vanno guidati con attenzione, delicatezza e sapienza.

I “figli di un Dio minore”, onestamente, sono stanchi di essere trattati come tali: vorrebbero essere rispettati come un normale settore che mette in campo tutti gli sforzi possibili per essere un terreno di intrattenimento sereno, sicuro, trasparente, divertente: bisognerebbe solo consentirgli di farsi conoscere nella sua parte migliore ed affrontarne, insieme alle istituzioni, la parte oscura. Tutti insieme, unendo sforzi, idee, strumenti e desiderio di farlo diventare un settore sempre più forte e sempre più economicamente redditizio per le casse dell’Erario.

Non dimenticandosi, ovviamente, che sino ad oggi dallo stesso mondo si è potuto attingere a piene mani per qualsivoglia problematica economica governativa. Ma, forse, di questo tutti si sono già dimenticati perché ritenuto normale o conseguente al solo fatto di poter esistere. Senza dubbio questa non è la strada maestra anche se ormai sono anni che la si percorre da parte delle nostre istituzioni, di qualunque colore esse siano o siano state: ma i risultati invece per il mondo dei giochi e delle slot machine sono andati sempre peggio. Maggiori tassazioni, più problematiche, più orpelli da dribblare sono i risultati che sono stati raccolti dall’industria del gioco, mentre i vari Esecutivi hanno continuato ad attingere indiscriminatamente dal “pozzo senza fondo” che il gioco metteva a disposizione.

E nonostante il primo decreto del Governo del Cambiamento invochi una dignità oltre modo impalpabile, continuano a non essere ritenuti degni del nostro attuale sociale gli operatori del gioco, le loro imprese ed i loro lavoratori. Ormai, il termine dignità sembra essere un termine alquanto abusato in questa legislatura: solo termine, però, e non sostanza che tutti i cittadini, nessuno escluso e quindi anche coloro che albergano nel settore del gioco, stanno attendendo di ricevere. Un trattamento dignitoso da parte dell’Esecutivo e delle varie istituzioni decentrate.

Novembre 23, 2018 Di: : •
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