La riforma del gioco prevista entro i prossimi sei mesi

riforma del gioco

Si vuole sperare, ma tenendo anche in considerazione che chi vive sperando… muore cantando, che la manovra del Governo Giallo-Verde di proibire la pubblicità ai giochi ed alle scommesse sia stata messa in campo per arrivare a riappropriarsi (da parte dello Stato) del mondo del gioco pubblico come “sua naturale Riserva”, mettendo così in condizione le Regioni e gli Enti Locali di seguire una normativa nazionale che potrebbe essere emessa nell’arco dei prossimi sei mesi con lo scopo di riordinare il settore ludico che ne ha bisogno come l’aria per respirare. Non siamo assolutamente certi che queste siano le “esatte proiezioni dei pensieri e delle parole” dello schieramento penta-stellato, ma ci si vuole credere anche per dare un senso logico al provvedimento contenuto nel Decreto Dignità.

Lo schieramento dei 5 Stelle, notoriamente, è avverso al gioco d’azzardo ma può essere, e si sottolinea può essere, che lo stesso una volta arrivato “al potere” possa o voglia salvare “capra e cavoli” ed eliminare le già più che nominate lobby dell’azzardo (che sono peraltro un chiodo fisso per Di Maio) e mantenere un gioco online più “nostrano, nazional-popolare” che sia gestito unicamente dallo Stato che avrebbe così la coscienza apposto per “abbeverarsi” alle sue risorse senza farsi venire tanti dubbi moralistici e perbenisti. D’altra parte, non ci si dimentichi che nel Regno Unito con le risorse del calcio sono state portate a termine iniziative sia sportive che non con grande successo. Chissà se con questo retro-pensiero relativo ai Cinque Stelle ci si è azzeccato, ma vale pure la pena di ragionarvi per vedere con questo percorso “nazionale” dove si potrebbe arrivare.

Quello che certamente, e presto, si incontrerà sul cammino del gioco è la pressione che questo divieto alla pubblicità porterà in tutti i gradini della filiera del gioco, particolarmente alle imprese online, alle associazioni sportive ed a quanti sono “tanto coinvolti” con la pubblicità delle aziende di gioco: ma l’occhio a questo punto (almeno uno) deve essere indirizzato alla riforma annunciata dal neo Governo Giallo-Verde e, quindi, ai prossimi sei mesi a venire che dovrebbero essere il tempo promesso entro il quale “dovrebbe accadere ciò che nelle altre Legislature non si è voluto o potuto far avvenire”: ivi compreso “il raccolto” della Conferenza Unificata nella quale è stato tanto discusso di questo benedetto riordino dei giochi, ma che purtroppo ha ottenuto soltanto due unici tangibili risultati.

Uno, la riduzione “smodata” delle apparecchiature da intrattenimento (ed intervento effettuato solo in quel segmento del gioco) e rinnovato ed ulteriore potere per le Regioni ed Enti Locali che, in virtù di questo risultato ottenuto, possono assolutamente “spadroneggiare con le loro Leggi regionali sul gioco” a danno delle imprese e dei relativi addetti ai lavori. Quindi, ora, e nel prossimo semestre, si attenderanno gli interventi del Governo del Cambiamento e si vedrà cosa e come lo stesso intenda fare per “riformare il settore ludico”, la sua distribuzione e le sue offerte. E non bisogna dimenticare che questo impegno è stato persino messo per iscritto! Non vi è, poi, ombra di dubbio che questa riforma, così come preannunciata, sarà un suo passaggio chiave perché “misurerà” le intenzioni ed il potere effettivo di questo Governo, visto che quelli precedenti non sono riusciti a portarla a termine.

Quando, all’inizio di questo articolo si è parlato di momento di crisi che il settore ludico dovrà affrontare a seguito del Decreto Dignità, ci si voleva riferire, oltre che al divieto della pubblicità ai giochi, anche all’aumento del Preu. Gli operatori delle apparecchiature da intrattenimento hanno “già superato abbondantemente la soglia massima” di tassazione imposta dalle precedenti manovre, tassazione che ha reso pressoché insostenibile l’attività di gestione dei detti apparecchi, pur tenendo nel debito conto del nobile fine che, al momento, è stato associato dal Governo a questo ulteriore aumento: quello della destinazione dei proventi ad un fondo per il contrasto alle dipendenze. Quindi, ci si aspetta dalla nuova annunciata riforma del gioco un riappropriarsi della gestione del gioco da parte dello Stato, gestione che per essere utile a tutti dovrà tornare ad essere centralizzata con le conseguenze positive che questo potrebbe avere: diversamente, la questione territoriale che si “è impossessata” del settore ludico, con tutte le restrizioni del caso, sta compromettendo le attività di tantissime aziende sul territorio.

Non si potrà più proseguire con le attività commerciali ludiche in un territorio dove la mancata uniformità delle norme fa “vivere il gioco” su di un territorio dove esso non trova pace e neppure posto dove stare: inutile ricordare che in alcune Regioni il gioco è stato letteralmente espulso dal territorio di provenienza e non si capisce dove e come potrà spostarsi trasferendo, se ne avrà ancora la forza sia fisica che economica, i propri investimenti in altro luogo. Certamente, tutti gli addetti ai lavori del settore ludico sono “straniti”, preoccupati, incerti ed insicuri: tutte sensazione indubbiamente poco positive per guardare al proprio futuro: come è d’altra parte altrettanto certo che qualche speranza nel Governo del Cambiamento deve ancora esistere.

Il prospetto che la riforma annunciata possa portare qualcosa “di nuovo o di diverso” deve far vedere “la luce in fondo al tunnel”, anche se con tutto il cuore bisogna segnalare che il primo passo fatto dal novello Esecutivo non è stato “un gran passo fatto a favore degli operatori del gioco”, anzi. Però, alla luce del Decreto Dignità cosa di peggio ci si potrà ancora aspettare? La riforma del gioco rimane, quindi, un obbiettivo ed una speranza che fa ancora credere in un futuro sostenibile per le imprese di gioco che ancora riescono ad esistere e resistere nell’attuale situazione e per gli operatori che ancora credono nella “riserva di Stato” e nella legalità. Il Governo Giallo-Verde non può non far credere in tutto ciò, visto che della legalità è sempre stato paladino indiscusso ed incontestato.

agosto 29, 2018 Di: : •
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